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Razmataz, "Storie illustate in LA minore" da "Aprileonline.info", di Alessandro
Hellmann, 28 novembre 2008 In tempi di i-pod, di musica da scaricare, copiare e incollare, di canzoni da consumare e cantanti consumati, trovarsi tra le mani un disco come questo fa bene al cuore, a cominciare dallo splendido progetto grafico di Claudia Ganapini che evoca con ironia avanguardie di primo Novecento
I Razmataz proseguono per la loro strada con rigore e coerenza. Coniugano tradizione e modernità con ironia, sensibilità e intelligenza, giocando con sonorità e atmosfere deliziosamente retrò, che si aprono ad improvvise incursioni verticali, a tempi dispari, nel nostro presente. Mescolano con disinvoltura reminescenze mitteleuropee, echi balcanici, klezmer e canzone d'autore, sonorità acustiche ed elettriche, con fisarmonica e mandolino sugli scudi, tendendo un filo che va da Kurt Weill a Goran Bregovic, da Vladimir Vysotski a Mikis Theodorakis, da Boris Vian a Tom Waits. Si passa attraverso l'ironia al vetriolo de "Il cantautore", invettiva contro il narcisismo autoreferenziale di molti personaggi che con la benedizione dei media ingombrano il panorama musicale di casa nostra ("fa il giro largo e poi si mette in posa / perchè va bene gli altri ma lui chiaramente è un'altra cosa"), per approdare all'aperta cantabilità di "Marì" ("Corro ma senza saper camminare" è uno dei versi più belli del 2008!) e alla rabbiosa e struggente intimità di "A bassa voce", e ancora all'enigmatica "4 corvi neri", all'evocativo strumentale di "Tàlassa" e alla grottesca "Serial killer", dove il giornalista televisivo diviene vittima dei carnefici su cui quotidianamente specula, sull'altare dell'audience. Ma il cuore pulsante del disco è a mio avviso
la bellissima "Canzoni stonate", un carosello sghembo e dissonante
di umanità alla deriva, stordita da lotterie, passarelle e altre
illusioni piccolo borghesi ("E sembra un vento nuovo... / ma è
soltanto un carnevale che canta / canzoni stonate"). |
| dal
sito Culturalazio.it recensione di Alex
M., Novembre 2008
RAZMATAZ Storie Illustrate in La Minore Anno: 2008, 45 min. La musica dei Razmataz, da loro stessi definita una sintesi di influenze klezmer, cantautorali e sonorità rubate ai fatidici anni 70-80, viene rappresentanta nella sua interezza nel loro primo lavoro in studio autoprodotto Storie illustrate in La minore, che raccoglie in un tuttuno arrangiamenti che si mescolano tra loro creando atmosfere mediterrane con improvvisi lampi elettronordici. E una musica in continuo divenire, a tratti trascinante, che non stanca. E una musica che fa viaggiare la mente verso luoghi colorati, pittoreschi, vivi, e che fa muovere il piede e battere le mani in un coinvolgimento musicale degno della migliore Notte della Taranta. I Razmataz divertono, ma non per questo sono leggeri. I testi sono semplici, ma mai banali. Rasentano la profondità con leggerezza ed ironia senza retorica. Ascoltando i loro brani e chiudendo gli occhi possiamo ritrovarci di fronte a personaggi di un unico piccolo paese di provincia italiano degli anni trenta. Uno dopo laltro ci rimbalzano davanti lo Scemo del Villaggio (Un Re), lUbriaco Disperato (lInno degli Ubriachi), la Sciantosa Spezzacuori (Marì), le Malelingue (Quattro Corvi Neri), lEsasperato Omicida (Serial Killer) e perfino un Cantautore Spocchioso (Il Cantautore). Ad aumentare la sensazione di questo tuffo nel passato cè anche lottimo lavoro di artwork della copertina e del libretto che vede i nostri in pose e situazioni surreali in pieno stile art decò. Storie illustrate in La minore cela nel suo interno anche una chicca, infatti nella prima traccia troviamo la presentazione del disco fatta dal poeta metropolitano romano Remo Remotti, che chiude anche lalbum con il suo monologo Che lavoro fai? sapientemente messo in musica dai Razmataz. |
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Razmataz - Linno degli Ubriachi
di Emanuele Tamagnini, sul sito musicaroma.it (http://www.musicaroma.it/nerds/) ![]() |