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Squillano trombe, rullano i tamburi silenzio adesso
passa il cantautore
fa il giro largo e poi si mette in posa, perchè va bene gli altri
ma lui
chiaramente è un'altra cosa
Si veste come può ma non a caso, perchè lui è tutto
è pure il suo vestito
con l'espressione che si porta appresso, lui pensa solamente per sé
stesso
non c'è un motivo, non c'è una ragione
il cantautore cerca una canzone
pensieri in festa inventa, idee di carta
lui cerca quello sai del resto non gli importa niente...
Coi tempi morti di un pessimo attore, ecco che
arriva infine il cantautore
la prima donna il baro la sciantosa, anche se sbaglia non ti chiede scusa
puoi dargli tutto tanto non gli basta, s'incazza
a morte se lo chiami artista
se si avvicina è solo una finzione, quello che cerca tanto è
una canzone
solo una canzone...
..amami dai, amami adesso se puoi, perchè
mi serve una canzone
quando ho fatto se vuoi, prendi ogni cosa e poi vai, ma adesso
resta ancora resta...
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Passa e va, faccio
quello che voglio, e anche se mi sbaglio
faccio bene così
Sono il re, uno che ti può dire quello che gli pare
quando gli va...
Sono il re il diverso il cretino, vivo del tuo
inchino
mi diverto così
e non c'e' verso non c'è ragione, sono io il padrone
di quello che hai
E pensa se si sapesse in giro, la gente chiede
di me
ma io non sono più io , ed io non sono più io
Sono il re, solo il tempo che passa suono la grancassa
dei pensieri miei
passa e va il gran genio il più fesso, che qualcosa adesso
non mi torna più
E non c'è nessuna spiegazione,
non c'è neanche più un perchè
ma io non sono più io
e io non sono più io...
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Cantano l'inno degli ubriachi e per la strada scendono
perche' la verita' stasera barcolla e' difficile riprenderla
ma lo giuro e' piu' facile adesso riuscire a capire
Cantano un inno con le note stonate,e i pensieri
in battere
perche' le parole stasera traballano e' difficile riprenderle
Posso cambiare gridare e fare, non ci sono limiti
e questi due che adesso mi accompagnano a spalla,magari sono angeli
solo che non hanno le ali e bestemmiano pure
tu non dire, tu non mi dire che esagero
no che i caffe' non mi servono, e no che non mi
agito
pure se cammino in bilico le parole vanno da sole
Fino a che mi stanno a sentire, fino a che mi sentono...
Perche' continui a dipingere una situazione tragica
c'e' tutta una logica sotto invece, libera di scegliere
cantano l'inno degli ubriachi e per la strada scendono
perche' la verita' stasera barcolla e' difficile riprenderla
pero' e' proprio stasera che tutti mi stanno a sentire
cosi' e' proprio stasera che tutti mi sentono
e campane a vuoto suonano, e ancora resto in bilico
signori che rabbia mi sento salire, a fatica vedo i limiti
grido se cosa se grido se come, fino alla fune alla fame alla fine
Fino a che mi stanno a sentire, fino a che mi
sentono
fino a che mi stanno a sentire, fino a che mi sentono
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E' così che parti,
dai boccaporti di un giorno qualunque
come per dire che si le parole, servono ma solo a divertire qualcuno
perchè non insisti, tu che già resti lì in fondo alla
sala
fissa a guardare il sipario che cala, come se tutto poi fosse così
Ma lo vedi Marì, è quì che
mi trovi da solo a cantare
corro ma senza saper camminare, verso chissà cosa chissà
che
ma lo vedi Marì, tu lo sai fare passi giri ti accendi impari a
cambiare
passi ancora poi guardi se il giorno è cambiato anche lui con te
In silenzio viene, come qualcosa che senti lontano
è il giorno che arriva e che ti prende la mano, anche se tu non
lo vuoi
è così che parti dai boccaporti di un giorno qualunque,
come per dire che si le parole servono ma solo ad evitare la noia
Ma lo vedi Marì, è quì che
mi trovi da solo a cantare
corro ma senza saper camminare, verso chissà cosa chissà
che
ma lo senti Marì il tempo che stringe senza freni s'inventa la
confusione
sembra solo un buffone, ride e poi piange e non sa neanche lui perchè...
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Sulla piazza stanno fermi a dire chissa che, quattro
corvi neri adesso ridono di me...
Batte il tempo, inizia il coro, la fanfara va;
scivola la malelingua batte un pò più in la
ed io mi fermo ed alta voce penso "Sento...come
un lamento, che pare il vento, e invece non è.."
Ora un corvo s'allontana, va per un caffè,
ma nel mentre tutto ad un tratto osserva gli altri e già, gli avanza
un dubbio lui si gira e pensa
"Sento...come un lamento, che pare il vento,
e invece non è..."

Perchè restate tutti quanti intorno adesso
quì a fissare
è tutto a posto tutto quanto è in ordine, non c'è
davvero niente da vedere
le righe con le righe i cerchi con i cerchi ho messo già
non serve un'ambulanza tanto lui non si riprende più
Il suo spettacolo era solamente un pò superficiale
era volgare stupido e scontato e l'ultima domanda non mi andava giù
non si può mettere tutta la gente dentro un calderone
basta soltanto un'altro conduttore e delle tinte in blu...
Ma no non serve adesso un'altro applauso del pubblico in sala
e non c'è trucco nessuna finzione quello che vedete è proprio
tutto vero
davvero resterei ma vedi una sirena s'avvicina
quest'afa sale, prende per la gola e non mi lascia più
e niente adesso è più come era prima e poi, quello è
lo sponsor o è la polizia... bisogna correre, scappare andare via
il tempo stringe ed io mi stringo a te...
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Passo, se non posso neanche scegliere, ma non è
un lamento
no non faccio il pianto è solo per dire, viene lento un valzer
che fa ridere
con le facce in festa e quello che mi resta non so cos'è
E sembra un vento nuovo da quì, e sembra chissà cosa ma
poi
è soltanto il carnevale....
Passano gli alfieri cani e ragionieri sfilano,
in un ritmo a festa che la
strada giusta si porta via
passano i signori dame e servitori arrivano,
tutti quanti in fila fermi ad aspettare una lotteria
e puoi fermarti a dire se vuoi, puoi stare ad ascoltare semmai
ma è soltanto un carnevale che canta canzoni stonate...
Sfilano impresari comici e corsari cantano, vecchi
ritornelli solo e sempre
quelli chissà perchè,
giorno dopo giorno dopo giorno ancora, sfila la miseria
veste di progresso e calzini blu
e se anche sembra vero non è da prendere sul serio semmai
è soltanto il carnevale che inventa canzoni stonate
Crescono le case girano le cosa all'incontrè,
vanno per la strada
fanno la parata coi dubbi tuoi
passa in passerella sfila una modella e dice che ogni moda
oggi è popolare parla pane al pane e poi costa meno
e puoi ridere adesso se vuoi o dire che è lo stesso semmai
ma è già un'altro carnevale che canta canzoni stonate...
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E a bassa voce a un tratto tu, distratta te ne
vai
come se non ci fossimo davvero conosciuti mai, non eri quella fragile
non eri quella che, dava senza ricevere, e senza chiedere mai
Vedi è qualcosa che non so, e avrei voluto chiederti, ma già
non mi ricordo più perciò
Parliamo d'altro il caldo beh, non si sopporta ormai, ma no sono calmissimo
E poi non sono affari tuoi
Ero un po' distratto e il vaso era già rotto,
certo non l'ho fatto apposta giuro
Si che parlo piano, ecco abbasso il tono si però, però,
però
E a bassa voce c'è chi stira, chi spara
e chi non spera più, chi mette un Cristo in croce e poi,
poi quando è tardi lo ritira giù
Passano, regine ed
ombrellai
e a bassa voce i tempi cambiano senza cambiare mai
Certo sono calmo infatti, vedi, il vetro era già
rotto, non ci credi?
Si che parlo piano, ecco abbasso il tono si però, però,
però
E a bassa voce a un tratto tu, distratta te ne
vai, come se non ci fossimo
Davvero conosciuti mai..
Dici che è così facile, cambiare un giorno idea, basta davvero
prendere
E a bassa voce andare via..
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